La Guadalupa fa parte dell'arcipelago delle Piccole Antille, un arco
di isole che si estende da Anguilla, più a nord, fino a Grenada, a
sud, su una distanza di circa 850 km. Come altre isole dei Caraibi
Guadalupa é mare, spiagge bordate da palme, natura tropicale, ma é
anche terra vulcanica, storia coloniale, cultura e tradizioni creole,
coltivazioni di canna da zucchero e distillerie di rum. Ogni isola
dell'arcipelago ha le sue particolarità, entrate nelle sezioni
dedicate per saperne di più.
Spiagge e mare
Le spiagge in Guadalupa. E mare sia! La Guadalupa vi
riserva un’entusiasmante varietà di spiagge lambite dal
mare ad una temperatura di 28° gradi tutto l’anno: dalle
spiagge selvagge battute dall’Atlantico a quelle
affacciate sul Mare dei Carabi e circondate da palme.
Al nord
di Basse-Terre, tra Sainte Rose e Pointe Noire, si
trovano grandi anse di spiaggia chiara o rosata,
affacciate sul mare dei Carabi, a volte un po’
pericolose per le correnti.
Al sud di Basse Terre, tra Bouillante e
Petit Bourg, spiagge grigie o nere piuttosto selvagge. Sabbia bianca e acqua cristallina al sud della Grand
Terre, tra Gosier e La Moule. A Les Saintes e Marie Galante
ci sono alcune delle più belle spiagge dell'arcipelago,
molto belle le spiagge di Souffleur a La Desirade e
dell'isola di Petite Terre tra La Desirade e Marie
Galante. Spesso
attrezzate, le spiagge presentano una vegetazione di
cocchi, mandorli, raisiniers bord-de-mer. Non è raro
trovare qualche mancinella, attenzione la pianta è
tossica!
Parchi e riserve
naturali
Il parco Nazionale della Guadalupa creato nel 1989, con i
suoi 17.300ha copre circa il 40% della superficie di Grand-Terre.
Con 200km di sentieri (traces),
comprende 300 specie di alberi e arbusti, 270 specie di
felci, un centinaio di specie di orchidee, diverse
specie di uccelli e pipistrelli.
A circa metà strada sulla Route de la Traversée si trova
la Maison de la Fôret, un punto di partenza per meglio
comprendere il parco.
La riserva naturale del Grand Cul-de-Sac Marin, creata nel
1987, copre diverse zone marine e litoranee tra la Basse
Terre e la Grande Terre, compresi gli Ilets de
Petite-Terre a sud-est di Saint François. La "Réserve
Cousteau" attorno agli Ilets Pigeons, é una zona
marina protetta ma non ha ancora raggiunto lo stato di Riserva
Naturale.
Geografia e paesaggi
A 7000 km da Parigi, tra il tropico del Cancro e l'Equatore,
16° latitudine nord, 62° longitudine ovest, dove il giorno e
la notte hanno quasi la stessa durata, il sole sorge tra
le 5.30 e le 6.30 e tramonta tra le 17.30 e le 18.30, a
seconda delle stagioni.
L'isola di Guadalupa, 1433 km2 detta anche isola farfalla
per la sua forma, é divisa in due parti da un braccio di
mare: ad est Grande Terre, quasi piatta (altezza massima
135 m) e di formazione corallina, con rilievi collinari
(mornes e senza corsi d'acqua) e secca, coltivata a nord
a canna da zucchero; Basse Terre, montagnosa e vulcanica
a ovest, verdeggiante e rigogliosa e col suo punto più
alto nel vulcano La Soufrière, 1467m. Marie Galante, a
circa 60kmdalla Guadalupa, é quasi tonda, con un
diametro di circa 15 km, si presenta simile al nord
della Grand Terre, piatta, secca e ventosa, coltivata a
canna da zucchero. Les Saintes, a circa 15 km dalle
coste della Guadalupa, é divisa in Terre de Haut e Terre
de Bas, la prima con un susseguirsi di piani, colline
basse ripide, baie tropicali di sabbia chiara, la
seconda con rilievi rocciosi che scendono a picco nel
mare, a parte pochi punti d'accesso alla costa. La
Désirade assomiglia ad un grande scoglio lungo 11 km e
largo 2, é secca e battuta dai venti atlantici. Pointe à
Pitre, sulla Grande Terre, é la capitale economica. La
città di Basse Terre é la prefettura.
Flora e fauna
Al di là dell'importanza dei paesaggi marini, meta di sub e
amanti della spiaggia, e dei litorali, la foresta tropicale copre quasi
il 60% della Basse Terre.
La foresta mesofila, fino a 500 m d'altezza, é quella più
contaminata dall'uomo, in gran parte distrutta per
lasciare posto alle coltivazioni di banane e caffé.
Comprende mogani, legno di rosa etc. La foresta pluviale
va dai 300 ai 1000 m di altezza, una foresta sempreverde
con tantissime specie di felci, liane, piante
rampicanti, un intreccio di vegetazione.
Oltre i 1000m la vegetazione cambia, sono zone spesso
immerse nella nebbia e battute dal vento.
Grande-Terre e Marie Galante presentano un paesaggio più
secco, con vegetazione principalmente composta da
arbusti e alberi quali poirier pays e gommier rouge.
Nelle zone del litorale si trovano cactus e agavi.
Molte specie vegetali in Guadalupa sono state introdotte
dall'uomo. Le palme da cocco, i bellissimi flamboyant che diventano un'esplosione di rosso tra
maggio e agosto, provengono dal Madagascar, così anche
l'albero del viaggiatore. Le buganvillee colorano
l'isola.
I fromager, alberi dalle tante virtù medicinali e
legati a credenze varie, si stagliano spesso maestosi
nelle praterie con i loro lunghi rami dritti.
Molte specie animali autoctone sono scomparse, quali gli
ara viola, i fenicotteri rosa, i lamantini (grossi
mammiferi erbivori fluviali).
Oggi si contano 4 specie di mammiferi terrestri, a parte
piccoli roditori quali ratti e topi. Il procione
lavatore, importato nel 19° secolo dagli Stati Uniti,
più piccolo del cugino americano é oggi una specie
protetta. La Mangusta, introdotta dall'India nel XIX
secolo per combattere i ratti che infestavano i campi
di canna da zucchero, in realtà ha portato una
considerevole riduzione di rettili, uccelli di varie
specie e tartarughe marine. I pipistrelli sono mammiferi
importantissimi per l'ecosistema della Guadalupa e
se ne contano almeno 13 specie, di cui due esistenti
solo in Guadalupa.
Un ultimo mammifero, anch'esso protetto e visibile
raramente alla Desirade e nel Nord della Basse Terre, é
l'agouti, un piccolo roditore innocuo.
Stagionali, migratori o sedentari, la Guadalupa ospita
molte varietà di uccelli. Nei giardini si possono
osservare diverse specie di colibrì, sucriers e merli;
nella foresta vivono diversi tipi di tordi e, da
segnalare, il picchio della Guadalupa. Lungo le zone
litoranee si osservano diversi tipi di trampolieri, egrette bianche, aironi, l'aquila pescatrice (gli-gli),
fregate, e diversi tipi di sterne e gabbiani.
Tra i rettili, da segnalare le simpatiche lucertole anolis, le iguane, i gecki (mabouya), le tartarughe
marine, rane e rospi, tra cui il rospo-bufalo. non ci
sono serpenti!
Cultura e popoli
Creolo, cosi é il popolo della Guadalupa e creola la sua
cultura. La creolità nasce dalla fusione dei diverse
elementi culturali caribi, europei, africani, asiatici.
Molte abitudini alimentari e artigianali discendono
dal patrimonio degli antichi abitanti dell'arcipelago, i
Caribi, popolazione amerinda scomparsa con la
colonizzazione.
La popolazione odierna della Guadalupa, di oltre 420.000 abitanti, si compone di neri e meticci,
discendenti degli schiavi africani, indiani, impiegati
nelle piantagioni dopo l'abolizione della
schiavitù, béké, discendenti dei primi coloni francesi,
libanesi e siriani, arrivati dopo la prima guerra
mondiale e dediti soprattutto al commercio,
metropolitani, ossia i francesi del continente europeo,
la "metropole".
Tradizioni e credenze
Nonostante la Guadalupa sia ormai proiettata verso il
"moderno" e sia investita ormai di abitudini e usanze
europee, la tradizione permea ancora la vita
quotidiana. I combattimenti dei galli e l'antico
concorso dei buoi da tiro sono ancora tradizoni vive
e occasioni di festeggiamenti popolari. Il Natale é una
festa molto sentita e si vive in famiglia, tra decine di
parenti, con preparazioni culinarie speciali quali il
boudin crèole, il prosciutto di Natale, i dolcetti al
cocco...E poi restano i "petits metiers", i venditori
ambulanti di sorbetti, di dolci, bokit e arachidi.
Anche le credenze sono ancora molto vive in Guadalupa, il
mondo immaginario é popolato da zombies, diavolesse e
spiriti vari. Leggende e superstizioni colorano i gesti
quotidiani, un'attenzione particolare é rivolta alle
ricorrenze religiose, alla cura dei cimiteri,
all'accompagnamento del defunto nell'aldilà.
Rum e zucchero
Due zuccherifici nell'arcipelago, uno a Moule, su
Grande-Terre, l'altro a Marie Galante, e diverse
distillerie: la Guadalupa é terra di rum, piantagioni di
canna, raccolti... il rum é attivamente presente nella
vita delle Antille e ne scandisce i ritmi di lavoro e di
divertimento.
Un po' di storia
Le
isole della Guadalupa erano già abitate nel 4000 A.C. da popolazioni dell'era
preceramica, giunte dal Venezuela; le ultime popolazioni
indigene, i Caribi (kalinas) scomparvero - a parte un
piccolo gruppo insediato nel Nord di Basse Terre ancora
nel XIX secolo - con l'avvento della colonizzazione, nel
1635.
Gli Spagnoli arrivarono nell'arcipelago della Guadalupa
nel 1493 con Cristoforo Colombo, che il 3 novembre
sbarcò a Marie Galante e il giorno dopo raggiunse la
Guadalupa nominandola "Sainte Marie de la Guadeloupe",
dal nome di un monastero spagnolo. Dopo il suo ritorno
in Europa, si susseguirono una serie di tentativi di
colonizzazione dell'isola e dei suoi abitanti, fino ad
arrivare al 1635, anno dell'inizio ufficiale della
colonizzazione della Guadalupa da parte dei Francesi. I Caribi furono cacciati progressivamente dalle isole
della Guadalupa, ma nel 1660 fu firmato un trattato di
pace tra Francesi, Inglesi e Caribi ai quali venivano
assegnate le isole di Dominica e Saint Vincent.
L'arrivo nel 1654 di centinaia di coloni olandesi,
cacciati dal Brasile, esperti della produzione dello
zucchero, diede inizio ad una nuova era di produzione e
allo
sviluppo dello schiavismo. Dalla fine del XVII secolo
cominciarono le mire inglesi sull'arcipelago, che si
impossessarono dapprima di Marie Galante e sbarcarono
in Guadalupa. Vennero però facilmente sconfitti. Nel 18° secolo si affermò la produzione dello zucchero,
dal 1759 al 1763 la Guadalupa vide una nuova occupazione
inglese, che portò ad un inizio di organizzazione della
baia di Pointe à Pitre e l'introduzione di numerosi
schiavi. Dopo il '63 continuò la produzione di zucchero
e cominciò la produzione di caffé.
Gli eventi della rivoluzione francese nel 1789
coinvolsero anche l'arcipelago della Guadalupa, che vide
"patrioti" e "proprietari terrieri" contrapposti; si aggiunsero le rivolte degli schiavi, molti bianchi
furono massacrati nel 1793. L'anno successivo fu di nuovo
la volta degli Inglesi, che per qualche mese si
impossessarono dell'isola e furono nuovamente scacciati
dal nuovo regime repubblicano. Fu intrapreso un regime "del
terrore" per rimettere ordine. Nel 1797 la Guadalupa
divenne Dipartimento Francese.
La schiavitù fu abolita nel 1794 dalla Convenzione, ma
fu reintrodotta nel 1801 sotto Napoleone. la Guadalupa
tra il 1801 e il 1847 perse anche lo statuto di
dipartimento, lo spirito era quello del ritorno al
passato. La schiavitù fu definitivamente abolita nel
1848 da Layrle. L'economia legata alla produzione di
zucchero cominciò ad andare in crisi dal XIX
secolo, molte habitation sucrières scomparvero per
lasciare posto alle distillerie. Nel XX secolo la canna
da zucchero venne affiancata da piantagioni di banane,
l'economia rimase florida fino all'evento della Seconda
Guerra Mondiale, che vide la Guadalupa coinvolta nel
governo di Vichy e nei combattimenti al fianco della
madrepatria Francia.
Dal 1946 la Guadalupa diventa Dipartimento Francese D’oltremare
e Regione Francese dal 1982.
Guadalupa e Francia
La Guadalupa, come la Martinica, diventata Dipartimento d'Oltre
Mare (DOM) nel 1946, é a tutti gli effetti una regione
francese dal 1982.
Clima e stagioni
Le isole della Guadalupa hanno un clima tropicale, sono
ventilate tutto l'anno, con una temperatura media di
26°C.
Il mare é sempre tiepido, la temperatura dell'acqua non
scende sotto i 24 gradi nei mesi più "freschi", da
novembre a maggio, e può salire oltre i 29°C nei mesi
più caldi di agosto, settembre e ottobre.
Ci sono sostanzialmente due stagioni.
Da Giugno a Novembre é la stagione umida, il che non
vuol dire che piove sempre, ma possono esserci
precipitazioni più frequenti che durante il resto
dell'anno.
Le temperature sono leggermente più alte,
28-30°C, l'aria é un po' più umida. Il rischio di
uragani esiste, la stagione ciclonica va da maggio a
novembre e tutte le isole sono interessate.
La stagione "secca" va da dicembre a maggio
e comprende la "câreme",
a partire da
febbraio fino ad aprile, un periodo
arido e a volte con problemi di siccità. Il tempo é normalmente
bello, possono esserci comunque dei fenomeni
temporaleschi. Le temperature si aggirano intorno ai
27°C, le sere possono essere fresche sui rilievi.
In Guadalupa le coste occidentali, dette "sotto vento",
sono più colpite dalle piogge rispetto alle coste sopra
vento.
Per le previsioni del tempo e le info sui cicloni:
Una volta l'economia dell'arcipelago della Guadalupa era basata
sulla coltivazione della canna da zucchero, nel XX secolo la produzione della
banana trovò il suo florido mercato.Oggi queste attività continuano
ma soffrono della concorrenza dei paesi meno sviluppati.
L'agricoltura é comunque una delle principali attività
dell'arcipelago. Il turismo é oggi la
maggiore fonte di
ricchezza delle isole.
Il creolo é una lingua a tutti gli effetti, con le sue regole e
una sua grammatica, nata dalla necessità di comunicazione tra
padroni e schiavi all'epoca del colonialismo. Gli schiavi
iniziarono ad imitare il semplice francese dei padroni,
integrandolo con la propria fonetica e il proprio modo di
esprimersi. Ne nacque una lingua, tuttora parlata da tutti,
anziani, giovani, bambini. Da qualche anno il creolo é stato
fortemente rivalutato, lo si studia, lo si scrive, é anche
materia universitaria.
Musica e ballo
Canto e danza, con la lingua creola, erano gli unici mezzi di
trasmissione della cultura creola al tempo della schiaviitù.
Tamburi e danze ritmavano le notti degli schiavi africani. Nel XVIII secolo nasce la musica creola. La mazurka, e poi il
biguine, arrivato all'inizio del 20° secolo da Saint Pierre, in
Martinica. Nel secondo dopoguerra
in Guadalupa é l'esplosione del gwoka,
musica suonata con i tamburi e accompagnata da parole in creolo.
E' poi la moda di salsa, musiche cubane, reggae, compa haitiano.
Lo zouk, nato negli anni 70, esploderà negli anni 80 con il
gruppo Kassav.
Vuoi approfondire la
tua conoscenza sulla cultura creola?